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Riccardo Perani e Marco Di Bernardo si sono conosciuti in bici e vivono assieme anche le passioni fuori corsa. Oltre al ciclismo agonistico hanno altre preferenze in comune. La musica con la quale passano il tempo a riposo. “Ci piace la musica italiana in particolare Vasco Rossi, Ramazzotti, Antonacci, Ligabue, Cremonini e Ultimo – dicono assieme nella stessa stanza d’albergo in attesa di prendere sonno – e siamo milanisti”. Anche nel ritiro in Sicilia, erano assieme nella stessa stanza sportivamente parlando. Un’intesa nata nel ciclismo.
RICCARDO PERANI: “PREFERISCO GAREGGIARE CON IL FRESCO”
Vanno di comune accordo anche in corsa. Riccardo “Perico” Perani (come veniva soprannominato Pedro Delgado Robledo che ha vinto un Tour de France e due edizioni della Vuelta a España), e Marco Di Bernardo sono arrivati quarto e nono nella prima tappa della Ronde de L’Isard, in Francia. Dove va uno, va l’altro anche in corsa e spesso vengono fotografati assieme come mostriamo nelle immagini. “Oggi mi sentivo bene – attacca il bresciano Riccardo Perani – non mi dà fastidio la pioggia e preferisco correre con il fresco. Ho puntato sulla volata visto che sto attraversando un buon periodo”. È un piazzamento di valore. Se passerà professionista, di sicuro sarà un candidato per le Classiche del Nord. Dall’inizio dell’anno Riccardo ha realizzato tre top five e quattro top ten. Ma non è finita qui.
MARCO DI BERNARDO: “ABBIAMO FATTO UN LAVORO DI SQUADRA”
E veniamo al “socio”. Marco Di Bernardo, tre piazzamenti (terzo a Castello Roganzuolo) intento ad asciugare le scarpe e stendere il completo da corsa, perché oggi hanno corso sotto la pioggia, ci spiega la prima tappa: “Dopo 20 chilometri se ne sono andati in due con Edvin Lovidius colui che ha vinto (ha tagliato l’arrivo stravolto, ndr). Dopo le varie salite siamo rimasti un gruppo di una cinquantina di atleti ad inseguire i due. Dopo uno ha mollato, ma rimaneva Lovidius da andare a prendere. Restava il secondo posto. Tutta la squadra ha tirato la volata a Riccardo. Ci siamo messi sul lato destro della strada io, “Zampe” (Edoardo Zamperini), Gianmarco (Carpene) e Maurizio (Cetto). Poi Riccardo mi ha saltato arrivando terzo del gruppo e anche io mi sono piazzato. Domani è la tappa per “Zampe” e noi siamo pronti a dargli una mano”.
LA PROVA PER IL GIRO NEXTGEN
Queste sono le prove – come dice il presidente Ettore Renato Barzi – per il Giro Nextgen (Giro d’Italia under 23) che parte con una cronometro da Aosta il 9 giugno e termina una settimana dopo con la Cesena-Forlimpopoli, nella provincia di Forlì-Cesena e toccherà poco Veneto. La partenza della penultima tappa è da Montegrotto Terme, la frazione più lunga di 170 chilometri e finisce a Zocca, patria fatalità di Vasco Rossi, una delle passioni di Perani e Di Bernardo. “Blasco”, nonostante nella sua vita sia tutto cambiato da quando era giovane, continua ad avere la sua villetta su una collina di Zocca, dove ritorna sempre, soprattutto nella pause dai suoi viaggi internazionali. Può darsi che sul traguardo della tappa si veda anche lui? Marco e Riccardo lo sperano per farsi un selfie, un ricordo che metteranno in cornice.
OLTRE GLI ATLETI, LA SQUADRA
Oltre al diesse Filippo Rocchetti nell’Uc Trevigiani Energiapura Marchiol è formata dal meccanico di Eraclea Esterino Scomparin – uno che pratica il ciclismo – e dai massaggiatori Giovanni Tanda, romano, e Simone Piccolo, milanese, entrambi ex atleti nel ciclismo. Simone Piccolo, che ha corso con la Delio Gallina, è fratello di Andrea Piccolo, professionista che sabato partirà come atleta sabato al Giro d’Italia. “Mi sono avvicinato al mestiere di massaggiatore perché mio fratello aveva bisogno e anche per non allontanarmi dall’ambiente del ciclismo. Ed ora eccomi qua, a disposizione della squadra di Treviso. Mi ha chiesto Filippo Rocchetti se volevo partecipare alla corsa a tappe in Francia perché ci conosciamo da quando correvamo. Sono più giovane di lui: io del 1997, lui del 1996”.
La truppa, oggi bagnata, della Trevigiani Energiapura Marchiol è pronta per affrontare la seconda tappa de la Ronde. Per gente tosta, come i “nostri” eroi.
In foto un selfie di Marco Di Bernardo e Riccardo Perani dalla Ronde